Parco Le Navi
Il Parco tematico "Le Navi" è situato nella sede della ex colonia marina XXVIII Ottobre.
Opera realizzata dall'architetto Clemente Busiri Vici. Di fatto questo architetto non ha mai ufficialmente aderito al Movimento Futurista ma indubbiamente questa opera presenta elementi formali innovatori che l'avvicinano al Futurismo italiano, intensa carica simbolica legata al mito modernista della "macchina" e l'uso del cemento armato.
La sua forma richiama una flotta di navi.
La realizzazione del progetto inizia nel 1933 e viene inaugurato il 28 Giugno 1934 dal Duce che giunge a Cattolica a bordo di un motoscafo che lui stesso guidava.
Questo nuovo complesso desta una grande eco nella stampa nazionale ed internazionale: è un progetto che desta meraviglia e stupore e paradossalmente viene criticato proprio dalla rivista L'Architettura Italiana, organo ufficiale degli architetti fascisti.
Negli anni che vanno dal 1935 al 1943 ospita circa 2000 "marinaretti" con una organizzazione quasi militare.
Al passaggio del fronte nel 1944 viene utilizzata come ospedale militare.
Poi nel dopoguerra la Fondazione Italiani All'Estero la destina nuovamente a colonia marina.
Negli anni 70 è passata alla Regione Emilia Romagna che durante gli anni 80 inizia il recupero del complesso.
Oggi ospita un bellissimo Acquario con percorsi sotterranei, 70 vasche espositive e oltre 3000 esemplari marini tra cui spiccano oltre 50 squali.
Una esperienza davvero emozionante.
Opera realizzata dall'architetto Clemente Busiri Vici. Di fatto questo architetto non ha mai ufficialmente aderito al Movimento Futurista ma indubbiamente questa opera presenta elementi formali innovatori che l'avvicinano al Futurismo italiano, intensa carica simbolica legata al mito modernista della "macchina" e l'uso del cemento armato.
La sua forma richiama una flotta di navi.
La realizzazione del progetto inizia nel 1933 e viene inaugurato il 28 Giugno 1934 dal Duce che giunge a Cattolica a bordo di un motoscafo che lui stesso guidava.
Questo nuovo complesso desta una grande eco nella stampa nazionale ed internazionale: è un progetto che desta meraviglia e stupore e paradossalmente viene criticato proprio dalla rivista L'Architettura Italiana, organo ufficiale degli architetti fascisti.
Negli anni che vanno dal 1935 al 1943 ospita circa 2000 "marinaretti" con una organizzazione quasi militare.
Al passaggio del fronte nel 1944 viene utilizzata come ospedale militare.
Poi nel dopoguerra la Fondazione Italiani All'Estero la destina nuovamente a colonia marina.
Negli anni 70 è passata alla Regione Emilia Romagna che durante gli anni 80 inizia il recupero del complesso.
Oggi ospita un bellissimo Acquario con percorsi sotterranei, 70 vasche espositive e oltre 3000 esemplari marini tra cui spiccano oltre 50 squali.
Una esperienza davvero emozionante.